Questo articolo si limita a ricostruire, sulla base di fonti pubbliche, le principali iniziative con cui la presenza militare statunitense a Vicenza sviluppa le proprie relazioni con le istituzioni e il territorio, con l’obiettivo di informare e favorire una riflessione.
I contenuti, le foto e i video raccolti sono di pubblico accesso sui portali di U.S. Army Garrison Italy e U.S. Department of War DVIDS (Digital Visual Information Distribustion System).
Archiviato, dopo la prima edizione edizione, l’Italia-America Friendship Festival, i militari statunitensi sembrano voler consolidare il proprio radicamento a Vicenza con un fitto programma di relazioni istituzionali. L’intento del Community Alliance Partnership (CAP) è quello di promuove l’incontro tra i comandanti statunitensi e i sindaci dei Comuni che ospitano le basi americane e limitrofi, con occasioni di collaborazione, promozione turistica, accoglienza, volontariato, soccorso in caso di emergenze.
Il momento più visibile di questa strategia sono gli incontri semestrali con i Sindaci, i Mayors’ Summits, organizzati da marzo 2018 da U.S. Army Garrison Italy (“the Army’s Power Projection Platform South of the Alps“). Sono questo il momento in cui i sindaci vengono filmati in brevi video in cui danno il benvenuto ai militari e promuovono le attrazioni del proprio territorio.

Questo è un chiaro esempio di soft power, definito come “capacità di influenzare persone e istituzioni non attraverso la forza o la coercizione, ma costruendo relazioni, fiducia, consenso e collaborazione”. Una strategia comprensibile per un’organizzazione militare che vuole garantire stabilità alla propria presenza, ma che oggi incontra un contesto profondamente cambiato. Le guerre degli ultimi anni, il crescente dibattito sul rispetto del diritto internazionale e le scelte dell’amministrazione Trump hanno contribuito a rendere più critica la percezione degli Stati Uniti da parte dell’opinione pubblica. Il movimento No Dal Molin contro la costruzione della base Del Din, le recenti contestazioni al Friendship Festival, le proteste periodiche per il passaggio dei mezzi militari: sono solo gli esempi più evidenti di una radicata contrarietà alla presenza militare statunitense in città. Il mondo pacifista vicentino vive nella contraddizione di voler promuovere la Pace in un territorio da cui parte la guerra. In questo scenario, il rafforzamento delle relazioni con gli enti locali assume inevitabilmente anche un valore politico e simbolico.

Resta poi una questione di fondo: il rapporto tra un piccolo Comune e il più grande apparato militare del pianeta è equilibrato? Se i sindaci hanno il dovere di dialogare con una presenza che condiziona quotidianamente il territorio (dalla viabilità alle emergenze, fino alle ricadute economiche e sociali) questo dialogo nasce all’interno di un rapporto profondamente asimmetrico, nel quale il margine di scelta delle amministrazioni locali è inevitabilmente limitato.
Per questo il tema non riguarda il colore politico dei sindaci. Amministrazioni di centrodestra, centrosinistra o civiche si trovano tutte nella stessa posizione: mantenere relazioni istituzionali corrette con l’esercito USA senza rinunciare a rappresentare anche quella cittadinanza che, soprattutto negli ultimi anni, manifesta una crescente attenzione ai temi della pace, del disarmo e del rispetto del diritto internazionale.
Il punto, quindi, non è mettere in discussione il dialogo istituzionale, ma interrogarsi sugli effetti che esso produce: se rappresenti uno strumento al servizio della comunità oppure se contribuisca, anche involontariamente, a legittimare una presenza militare che continua a suscitare interrogativi e contrarietà nei cittadini.
Playlist video dai canali YouTube e Instagram di USAG Italy.

Fun facts.
Alcuni momenti di imbarazzo istituzionale si sono verificati quando eventi di incontro tra esercito USA e vicentini sono stati annullati, soprattutto a fronte delle contestazioni della cittadinanza. Si ricordino a titolo di esempio:
– nel 2025 la partita di calcio tra amministratori locali e militari americani, annullata o forse spostata nella base Del Din (leggi su VicenzaToday);
– nel settembre 2025 la prima edizione dell’Italia-America Friendship Festival è stata contestata sia dai vicentini che da parte dell’amministrazione e non sono state organizzate ulteriori edizioni;
– a giugno 2026 l’incontro tra la cittadinanza e il tenente colonnello Young della caserma Ederle organizzato dal comune di Quinto Vicentino è stato annullato (articolo sul Giornale di Vicenza, volantino Informa Quinto).

A.M.I.C.I.
La strategia di radicamento sul territorio passa anche attraverso il progetto AMICI (American Military Italian Civilian Integration), rivolto ai lavoratori civili italiani impiegati nelle basi. Presentato come un programma di integrazione culturale e professionale, AMICI mira a rafforzare i rapporti tra personale italiano e americano, estendendo la costruzione delle relazioni anche oltre le istituzioni locali.
I partecipanti sperimentano una “giornata tipica di un soldato”: dai salti dalla jump tower alle simulazioni con i fucili d’assalto.





Fonte: DVIDSHUB
In un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali, interrogarsi sul rapporto tra territorio, istituzioni e presenza militare non è un esercizio ideologico, ma un dovere civico. Comprendere questi processi è il primo passo per partecipare in modo consapevole al dibattito sul futuro della nostra comunità.
Primo Mayors’ Summit, marzo 2018




https://www.flickr.com/photos/usagvicenza/albums/72157691485706912/with/26971689228/
Mayors’ Summit, 21 marzo 2019
Mayors’ Summit, 7 dicembre 2023
Mayors’ Summit, 3 dicembre 2025
